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UN MONUMENTO UN’AZIENDA

OVVERO IL “BINOMIO FANTASTICO”

Tra i vari consigli pratici che offre il pedagogista, scrittore e poeta, Gianni Rodari, autore di “La grammatica della fantasia”. ce n’e’ uno in particolare che funziona sempre: “Il binomio fantastico”: partire da due nomi a caso e con questi creare un racconto coerente e significativo.
“Occorre una certa distanza tra le due parole – dice l’autore – occorre che l’una sia sufficientemente estranea all’altra, e il loro accostamento discretamente insolito, perché l’immaginazione sia costretta a mettersi in moto per istruire tra loro una parentela, per costruire un insieme (fantastico) in cui i due elementi estranei possano convivere.”

Proprio questo è accaduto con l’ultima iniziativa dei giovani di Tu.Ris.Marche di Petritoli: “Un monumento un’azienda”. Due parole sufficientemente distanti tra di loro ma che la fantasia e la creatività sono riusciti e legare insieme, e non solo a farli convivere, mostrando il loro legame indissolubile alla luce del recupero della propria identità territoriale.


Parliamo del primo appuntamento

un monumento un azienda primo evento (3)Sarà stata forse la magia di questo insolito accostamento che ha attratto molti giovani a partecipare al primo evento in programma: la chiesa di Santa Maria ad Martires e la Fattoria Biologica Recchi, entrambi di Petritoli? Sicuramente i partecipanti alla prima uscita di “Un monumento un’azienda” hanno potuto rendersi conto dell’esistenza di due “capolavori” che arricchiscono la nostra Regione Marche e di cui non si possiede una adeguata conoscenza. E’ ancora vivo il ricordo dello stupore dei visitatori, anche petritolesi, che non erano mai entrati nella secentesca “chiesa dell’ospedale”, come la chiamano i locali, così riccamente decorata e con tanti dipinti di pregio. Una chiesa impreziosita anche da un organo settecentesco, opera del famoso “Professor d’Organo” veneto Gaetano Callido di Este. Dopo aver visitato la chiesa molti si sono chiesti se un tale capolavoro non meriti almeno un cartello segnaletico o un piccolo restauro del portone per evitare che il legno marcisca. Fino a quando possiamo permetterci di tenere chiusi dentro uno scrigno i nostri gioielli d’arte e affidarli all’incuria?

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Lo stesso stupore hanno provato i partecipanti quando il gruppo ha fatto visita alla Fattoria Biologica Recchi dove ha potuto conoscere l’appassionato e colto titolare che con semplicità e competenza ha potuto presentare la sua azienda. Luigino ha sottolineato l’importanza di poter allevare i suini secondo i principi del benessere animale in un’azienda biologica. Benessere animale significa sostanzialmente non forzare mai la natura cercando di abbreviare i tempi; significa alimentare gli animali con cibi biologici e naturali, senza la “chimica”, lasciando loro uno spazio vitale adeguato e per un tempo giusto che non può essere inferiore a 13 mesi. E la qualità dei prodotti l’hanno potuto constatare tutti durante la degustazione dove Luigino ha potuto raccontare anche come e quando si consumava in campagna solitamente i salumi: in particolare durante la mietitura, nella pausa chiamata “Lu voccò”, cioè il boccone, per rifocillare gli stanchi e sudati mietitori.

 

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30 Maggio 2015

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